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Saluto del Dirigente Scolastico Francesco Maria Orsolini

La nave di Teseo

- Care studentesse e cari studenti, è per me un grande piacere darvi il benvenuto per l’inizio del nuovo anno scolastico. Dal 1° settembre sono il Dirigente scolastico del Liceo Artistico “Mannucci”, una scuola che conosco bene per avervi già svolto lo stesso incarico quindici anni fa. L’emozione che ho provato nel ritornarvi è stata pari alla consapevolezza dell’impegno che il mio compito richiede, oggi ancor più complesso di allora, perché altrettanto complesse sono diventate la scuola e la società in cui questa istituzione svolge il suo compito di istruire e sostenere i giovani nella loro i crescita di cittadini. Cittadini italiani, europei e del mondo. Una bella impresa e una sfida entusiasmante! Il nostro compito principale di adulti educatori è perciò quello di aiutarvi a salire per diventare voi stessi, di farvi conoscere i punti di appoggio per riuscirci, fino a vedervi arrivare ad un’altezza da cui potrete proseguire da soli, osservando e vivendo il vostro futuro, che noi invece non conosceremo, nella successione naturale tra generazioni.

Se verrete a trovarmi in Presidenza, troverete dietro di me un modello di scafo realizzato in legno più di cinquant’anni fa da abilissimi artigiani e docenti di questa scuola, che oggi si chiama Liceo artistico “Mannucci” e che allora era l’Istituto d’Arte di Ancona, fondato da Edgardo Mannucci, un grande artista italiano del secondo dopoguerra, nato a Fabriano.

Immaginate che quello scafo rappresenti la vostra scuola, cresciuta negli anni, ogni volta con qualcosa di riparato e di sostituito, ma con un’identità che è rimasta sostanzialmente la stessa: una scuola in cui si insegna ad allineare l’occhio con la mente e la mano, il pensiero con l’emozione e la passione, per creare progetti, oggetti e immagini. Anche ora, anche con voi la scuola sta cambiando e insieme dovremo prenderci cura di ripararla, di sostituire le parti che non funzionano più, per adeguarla ai nuovi compiti che siete voi stessi ad indicarci. Questa cura non è simbolica, ma reale e concreta e si esprime con un sentimento ed un agire misti di rispetto, attaccamento, rispecchiamento e quindi di benessere. Infatti, più vi prenderete cura della vostra bella scuola, più vi sentirete bene nello svolgere insieme ai vostri docenti l’esperienza vitale del conoscere e del creare.

Potrete quindi comprendere, per averlo sperimentato di persona, il messaggio che l’antico scrittore greco Plutarco affidò al racconto della nave di Teseo, un personaggio mitologico che solo grazie ad eroiche imprese riuscì a raggiungere la città di Atene per diventarne re. Ebbe così tanti riconoscimenti ed apprezzamenti per il suo operato, che dopo la morte i cittadini ateniesi vollero mantenerne viva la memoria, prestando ogni cura possibile affinché l’imbarcazione con cui aveva raggiunto il porto di Atene, venisse riparata in ogni sua parte e ogni volta che l’ingiuria del tempo rendeva necessario operare per conservarne l’integrità della struttura e della forma. Finché, dopo centinaia di anni, neanche una sola fibra di legno e un solo chiodo di ferro erano gli stessi della nave approdata ad Atene. Ma questa era ancora visibile a tutti e continuava a mostrare, al contrario, la sua identità, nel ricordo dell’amato Teseo.   

 

Francesco Maria Orsolini

 

Di seguito il saluto del Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Marco Ugo Filisetti


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